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CD - La torre nel mare

Scritto da Franco Fabbrini. Posted in Discografia

" Latorrenelmare"  Fvl Quartet

Wide Sound - distr. IRD (2011)

Luca Signorini (sax)
Simone Graziano (piano)
Franco Fabbrini (double bass)
Francesco Petreni (drums)
guest:
Battista Lena (guitar)

1. Weather Report (F.Fabbrini) 8.15
2. Tangofonie (F.Petreni) 6.09
3. Monday Night (S.Graziano) 7.01
4. La nona, la quinta e la Santa Maria (F.Fabbrini) 5.45
5. Suite for (S.Graziano) 7.25
6. Zorro (L.Signorini) 4.57
7. Dopo (F.Petreni) 7.25
8. To Be Cold (L.Signorini) 4.22

Data di pubblicazione: 2011

   

Se si dovesse riassumere questo disco in un aggettivo, esso sarebbe "esatto".
La precisione, la meticolosa definizione dei ruoli e degli spazi, infatti, sembrano essere i valori estetici perseguiti dal quartetto tutto toscano Fvl.

Oppure, se il termine non avesse assunto un'accezione quasi spregiativa, si potrebbe a buon diritto qualificare Latorrenelmare come un lavoro accademico: il gruppo non fa mistero (e non si vede perché dovrebbe farlo) di essersi formato in un'accademia, l'istituto superiore di studi musicali Mascagni di Livorno. Dell'accademia italiana esso ha assorbito i pregi e qualche difetto.
Chi scrive, comunque, è ben lontano dal condannare gli artisti perché "troppo esatti," come talvolta capita d'ascoltare: in specie se, come in questo caso, la musica, l'esecuzione e la composizione sono trattate con competenza lessicale e idiomatica.

Latorrenelmare non è un disco di ricerca. O almeno, non lo è smaccatamente.
Addentrandosi nel ginepraio dei generi, si potrebbe parlare di un ottimo lavoro postbop, di cui si ritrovano i crismi o, a voler essere un poco più polemici, i cliché: un brano modale, uno in tempo dispari, più di qualche ammicco al latin e, sul piano improvvisativo, frasi ampie e precise, citazioni.
Tutto cio dispensato, si ripete, con padronanza tecnica indubbia e non poco gusto.

Ciascuno dei musicisti firma due composizioni, ottimo segno della partecipazione collettiva al progetto.
I temi di Franco fabbrini sono articolati e "progressivi," come il brano-manifesto "Weather Report," che apre il disco.
All'opposto, quelli di Luca Signorini appaiono più concisi e lirici.
Francesco Petreni, sia quando compone che quando improvvisa, si conferma una volta di più musicista densamente poliritmico e profondo conoscitore della musica sudamericana: banale a dirsi, se solo si ascolta "tangofonie".
Simone Graziano, che è il più giovane componente della formazione, è anche quello che scrive e suona meno note: la sua poetica è in bilico tra il pianismo hardbop e influenze mheldauiane (ne sono un esempio le frasi in contrappunto nel suo solo su "Weather Report").
Battista Lena fa la sua comparsa come ospite in apertura e chiusura di disco: ha il tempo di citare ironicamente "Norvegian Wood," a mo' di firma del primo dei suoi due interventi.

In definitiva, Latorrenelmare è un disco compiuto: pensato e suonato con competenza. Si esprime in una direzione ben precisa, senza esitazioni o irrisolutezze.
Non è un disco innovativo. Anzi si colloca nella tradizione dei linguaggi jazzistici più praticati ma la sfrutta nel pieno delle sue potenzialità.

Stile: Modern Jazz            Valutazione: 4 stelle

Musicisti:
Luca Signorini (sax); Simone Graziano (pianoforte); Franco Fabbrini (contrabbasso); Francesco Petreni (batteria).
Ospite: Battista Lena (chitarra).

Luca Casarotti  per  AllAboutJazz

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Latorrenelmare  è il nuovo lavoro discografico de Fvl Quartet.  Il quartetto senese ritorna con otto pezzi ricchi di spessore che si fanno apprezzare per raffinatezza e tecnica stilistica.
Basta ascoltare il brano d'apertura "Weather Report", in cui troviamo come ospite il chitarrista Battista Lena. Il brano viene arricchito dalle continue variazioni ritmiche di Francesco Petreni.
"Tangofonie" è caratterizzata da atmosfere pacate e tangheggianti grazie al raffinato pianismo di Simone Grazia e ai fraseggi limpidi del sax di Luca Signorini, che qui sembra voler sostituire il suono delle fisarmoniche, mentre in "Monday Night" sax e piano aumentano tonalità di pari passo al ritmo. Atmosfere swing in "Zorro" con alternanze tra sax e batteria. In "Dopo" pervade un senso di lirismo e magia grazie al caldo contributo del piano e del sax.

In questo lavoro groove, swing e improvvisazione rendono variegato ma mai discontinuo il disco grazie anche alla classe dimostrata dai musicisti.
Latorrenelmare ci mostra il jazz di casa nostra in grande spolvero in quanto guarda al passato restando anche moderno al tempo stesso, grazie all'apporto di navigati jazz-man che qui mostrano tutto il loro talento accumulato da vari anni di esperienza a fianco di grandi nomi del jazz italiano.

Francesco Favano  per  Jazzitalia

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Riuscito episodio lungo il percorso del post-bop nazionale per un gruppo nato all’interno di un istituto superiore di studi musicali, come spesso accade ma come non sempre accade in concomitanza con risultati efficaci e diversi da termini come, appunto, scolastico o accademico.
Sax, piano e ritmica tra il jazz di tradizione (presente sullo sfondo quando non celebrato in maniera più diretta) e la modernità, grazie a scelte ritmiche, armoniche e melodiche a contatto con esperienze jazz-rock (ma non c’è fusion) e un sax (Luca Signorini) che parte da Coltrane, passa per Coleman e arriva a Bob Berg fondendo il tutto con passione e piacevolezza d’ascolto.
Qualche indeterminatezza sui tempi lenti, ma buona prova, senza tremendi sussulti ma convincente.

Pier Luigi Zanzi   per   www.suono.it

 

Pubblicato: 26-05-2012

CD - Mares

Scritto da Franco Fabbrini. Posted in Discografia

"Mares" Giulio Stracciati TRIO BOY

Drycastle Records DR – 039 (2010)

Distr. Suoni e ritmi  DRI

Giulio Stracciati - chitarra
Franco Fabbrini - contrabbasso
Francesco Petreni - batteria
Special guest
Stefano "Cocco" Cantini - sax

1. Mammola (G.Stracciati)
2. Juli O' (F.Petreni)
3. Little Talk (G.Stracciati)
4. Relax (Franco Godi)
5. Leon (G.Stracciati)
6. Fran (G.Stracciati)
7. Yours Is The Light (Carlos Santana)
8. Topos (G.Stracciati)
9. Teres (G.Stracciati)
10. Taste Of Honey (Bobby Scott e Ric Marlow)

Data di pubblicazione: 2012

   

Accompagnato da una all stars di musicisti toscani, il chitarrista Giulio Stracciati ha realizzato un disco di grande semplicità ed efficacia, segno di una maturità artistica ormai raggiunta. Non pensate a un cd troppo serioso: in realtà i quattro – oltre a Stracciati, Franco Fabbrini al basso e Francesco Petreni alla batteria, con l'inimitabile voce in "dolce e forte" di Stefano "Cocco" Cantini ospite al sax in alcuni brani – sembrano divertirsi molto a giocare con un programma che mescola ampi squarci di improvvisazione libera a omaggi tra il serio e il faceto: da segnalare quello al compositore toscano Franco Godi, i cui temi per "Carosello" hanno fatto da colonna sonora alla nostra infanzia (qui c'è quello che accompagnava l'animazione in stop-motion sponsorizzata da un famoso amaro). Ma da Gianni Morandi a Youmans e Caesar ce n'è per tutti, o meglio non ce n'è per nessuno, perchè i quattro riutilizzano tutto per i loro fini, come gazze ladre musicali, segno distintivo dei jazzisti di vaglia. Ma su tutto, giustamente, domina la voce solista di Stracciati, solidamente ancorata nella tradizione del jazz chitarristico moderno, da Hall fino ad Abercrombie e Frisell, con un fraseggio ridotto all'essenziale, un timbro di grande eleganza e una fluida immaginazione melodica, che all'ascolto avvince e sorprende.

Non sorprende che il Cd, disponibile per il download a livello mondiale grazie all'accorto uso delle tecnologie da parte della Drycastle, abbia già avuto un lusinghiero successo di vendite, riscuotendo l'interesse di ascoltatori e appassionati dal Sud America al Giappone: andate a scaricarvelo, non ve ne pentirete.

Francesco Martinelli   per  Jazzitalia

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Venuto fuori da quel crogiolo musicale rappresentato dai seminari di Siena Jazz, ove oggi è docente di improvvisazione di chitarra, teoria musicale e musica d'insieme, Giulio Stracciati ha al suo attivo una decina di cd, usciti nell'arco di 17 anni per etichette italiane come Pentaflowers e Drycastle, e per un'etichetta svedese, la Iriradio Records. In questo "Mares" ancora per la Drycastle, con la collaborazione già collaudata in passato del batterista Francesco Petreni e del sassofonista Stefano "Cocco" Cantini, e con il contrabbassista Franco Fabbrini, Stracciati costituisce un trio e un quartetto che si alternano tra sette brani originali, sei composti dal chitarrista e uno dal batterista, e tre cover: Relax (la conosciamo tutti, è la sigla della pubblicità del Fernet Branca), Yours Is The Light di Santana (dal celeberrimo album "Lotus" del 1975), e Taste of Honey, uno standard pop reso celebre dall'interpretazione resane dai Beatles, suonato tra gli altri da Paul Desmond, Chet Baker, Sarah Vaughan, Tony Bennett.

Stracciati ha un approccio musicale meditato e strutturato intorno a una concezione di prudente aderenza alla tradizione. Il suo fraseggio, ispirato ai modelli chitarristici più classici in ambito jazzistico, è semplice ma rivela una solida padronanza dell'armonia, e la sonorità della sua chitarra elettrica è pulita, pressoché priva di effetti. L'unico brano in cui la formazione osa un po' di più sul piano improvvisativo è "Leon", che parte con la citazione di un brano reso celebre da Morandi, per poi sfrangiarsi in una varietà di momenti, sino al ritorno al tema. Giovano al cd le atmosfere latin del brano di Santana, l'aura pop del tema di Taste of Honey e gli interventi del soprano di Cantini, sempre perfettamente calibrati.

Gli altri componenti del gruppo fanno la loro parte con professionalità, ma senza particolari slanci.

Vincenzo Fugaldi   per    Jazzitalia

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L'esperto chitarrista Giulio Stracciati dà alle stampe Mares, il suo nuovo lavoro in studio realizzato in compagnia di Franco Fabbrini al contrabbasso e Francesco Petreni alla batteria.
Si tratta di un album suonato con perizia e prodotto tenendo ben presente la cura del particolare, dal suono pulito, anche se consueto e forse un po' calcolato. Il riferimento è al tema d'apertura, l'originale "Mammola," ma anche ad altri passaggi dalle ambientazioni sinistre, come "Juli O,'" brani dove la chitarra del leader svolge il ruolo di figura primaria, pronta nel tessere lunghe melodie, a tratti semplici e lineari e in altre circostanze leggermente più intricate. Schema che si ripete più volte e che concede poco spazio agli interventi solistici degli altri interpreti, che non lasciano segni evidenti della loro presenza scenica.
Il discorso cambia radicalmente nelle poche situazioni dove compare l'ospite Stefano "Cocco" Cantini. Il saxofonista restituisce lucentezza e fascino ai brani, che lo vedono in dialogo con la chitarra di Stracciati e pronto nel disegnare percorsi dalle ampie vedute espressive. Tra le cose migliori segnaliamo le versioni di "Relax" firmata da Franco Godi e "Yours in the Light" di Carlos Santana, proprio perché portatrici sane di quello smalto che avrebbe migliorato anche il resto del programma.

Valutazione: 3 stelle

Roberto Paviglianiti  per  AllAboutJazz

CD - Zio B

Scritto da Franco Fabbrini. Posted in Discografia

"Zio B. Perchè i mostri non tornino"

Prodotto da Mirco Mencacci e Andrea Ciacchini
al SAM Studio di Lari

Distribuzione: Audioglobe
Data di uscita: 30 marzo 2012

  • 21/08/09 (Diario di bordo)
  • Quali Squali?
  • Corale Vociata
  • La bicicletta
  • Al popolo dei Soavi nel giorno dell’8 Marzo
  • Zio Birillo
  • Country man
  • Time Out Mister Proteina
  • Dimmelo tu
  • Politica dell’ottimismo
  • Signs of the times
  • La domenica dei gelsomini
  • Crocerossine
  • A Mare! A Mare!

Un viaggio a ritroso nel tempo e che come tale, tradotto in note, diventa un viaggio puntiforme nei generi musicali più diversi, passando attraverso suggestioni jazz, reggae, rock e altro ancora.
Con Zio B. Benvenuti ritorna a uno dei suoi amori principali (la musica), dopo la prima esperienza di qualche anno fa (Capodiavolo). Questa vena musicale Benvenuti ce l'ha da sempre, fin da prima di sapere che sarebbe diventato attore, regista etc. ricordiamo che, oltre ai due cd finora pubblicati, Benvenuti ha composto musiche per i Giancattivi e per i suoi film.

Autore: Alessandro Benvenuti
Musicisti:
Alessandro Benvenuti e la sua Band:
Alessandro Benvenuti (attore /compositore / autore / voce / chitarra acustica)
Franco Fabbrini (arrangiatore / basso elettrico / contrabbasso, chitarre, banjo, programmazioni)
Luca Ravagni (tastiere / sax / baritono / tenore / contralto / soprano / clarinetto)  
Matteo Addabbo (tastiere / melodica)
Leandro Bartorelli (batteria / percussioni)
Riccardo Pardini (chitarre elettriche / chitarre acustiche)

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Un racconto in 14 canzoni scritte musicate e cantate da Alessandro Benvenuti

Accadde che un sabato ci fossero dei ragazzi grandicelli che giocavano a pallone nel cortile interno del circolino dei preti di via San Francesco.
Io vivevo con i genitori e i nonni materni un numero civico prima e il nostro orto confinava con il cortile. Poi la palla cadde nello scavo confinante con il muro del circolo che una locale impresa edile stava facendo per gettare le fondamenta di quella che sarebbe diventata la ASL del paese oltre che uno degli edifici più brutti mai costruiti a San Francesco, frazione del comune di Pelago, provincia di Firenze.
Come fare ora e riprendere quella palla essendo il sabato giorno di chiusura del cantiere?
Il ragazzo più grosso si voltò allora verso di me che li guardavo giocare mangiando una fetta di pane con vino e zucchero ("Fa sangue!" diceva nonna Lucia) e vedendo poggiata contro il muro alle mie spalle la scala di legno dello zio dei miei nonni che abitava al piano sopra a noi, mi disse torvo: "Daccela".
"Non posso - risposi - l’è di’ mmi’ zio". "E noi la si piglia uguale!" tuonò minaccioso il bullo muovendosi verso di me per scavalcare il muretto di divisione.
Allora, colto dal panico, presi ad urlare: "Zio Zio ti pigliano la scala! Zio Zio!".
E fu così che da quel giorno, a causa di quei bulletti che alle elezioni politiche distribuivano il materiale di propaganda della DC e nei giorni festivi servivano la messa, io diventai ‘Zio! zio!’.
Nei paesi chi non ha un soprannome esiste meno. Ora esistevo anch’io ed ero un pavido. Poi, data la mia altezza per l’epoca fuori dal comune, il soprannome mutò presto in ‘Zio Birillo’.
Il birillo: quel pispolino bianco ritto su un panno verde di biliardo in attesa di una palla d’avorio che lo butti giù e più volte casca, più punti si guadagnano.
Poi arrivarono i Beatles, i Beatnik, la Beat Generation, i labouristi in Inghilterra, l’alluvione a Firenze, Corto Maltese qualcosa insomma si mosse.
Sentendo sulla pelle il mutare dei tempi condussi una battaglia lunga dura e pura perché quel marchio d’infamia legato a un attimo di panico fosse cancellato.
Mi occorsero sei mesi, durante i quali non risposi a nessuno che mi chiamasse in quel modo, così che tutti capissero bene che non scherzavo e mi restituissero il rispetto che adesso sentivo di meritare.
Così rinacqui Alessandro. O Sandro. E poi ‘Vercinge’, perché nel frattempo, con alcuni amici, avevo formato una rock band che dopo lungo pensare chiamammo ‘La Vercingetorige Six Company’.
Del gruppo ero il cantante e leader indiscusso. Passare dal pavido richiamo d’aiuto all’essere un capo dei Galli che era stato il ‘regista’ di una ribellione epocale contro l’imperatore Cesare era un bel salto di qualità.
Poi il tempo ha fatto la sua parte. Adesso, al paese, c’è solo una persona che ogni tanto mi chiama Zio Birillo: il mio fornaio.
E’ un amico d’infanzia al quale sono legati ricordi lontani e struggenti, e lo può fare perché non c’è scherno nelle sue intenzioni ma solo un desiderio di appartenenza a un qualcosa di molto profondo.
"Zio Birillo - storie di acide amenità" l’ho scritto per fissare, nel tempo, quel tipo di appartenenza.
Ed è anche il percorso di crescita verso una maturità artistica sfaccettata che oggi mi permettere con serenità di ricordare a me stesso di essere stato in passato nient’altro che uno ‘Zio Birillo’. A.B.

La Band:

Franco Fabbrini (arrangiatore / basso elettrico / contrabbasso)
Luca Ravagni (tastiere / sax / baritono / tenore / contralto / soprano / clarinetto)  
Matteo Addabbo (tastiere / melodica)
Leandro Bartorelli (batteria / percussioni)
Riccardo Pardini (chitarre elettriche / chitarre acustiche)

I brani

21/08/09 (diario di bordo) - Propedeutico al suonare e al viaggiare. Dedicato alla Versilia. E’ il racconto scritto in tempo reale di un viaggio durante la tournée di ‘Capodiavolo’ dell’estate scorsa. E’ anche un omaggio affettuoso alla mia vecchia Band e un saluto alla nuova che mi accompagna in questa avventura musicale.

Quali Squali? - Sapori da anni ’60 quando con la famiglia potevamo permetterci il lusso di andare un mese in vacanza a Senigallia. Erano gli anni del Boom economico. Gli squali già c’erano, ma facevano meno paura di quelli attuali. Almeno a me.

Corale Vociata - Si introducono i ritmi d’assalto del ’68. Quel proporre, di cui, in altro modo, ci sarebbe un discreto bisogno anche oggi…forse più di allora.

La Bicicletta - Un padre qualunque si chiede se potrà dare una vita serena ai suoi figli. E nel pensarci trova il tempo di incazzarsi. Difficile dargli torto.

Al popolo dei Soavi nel giorno dell’8 Marzo - Satira alla politica del fare?

Zio Birillo - Autobiografica, naturalmente. Si spiegano le ragioni di una scelta di vita

Country Man - Si raccontano le illusioni e disillusioni dal ’68 all’altro ieri di un individuo che da ‘politico’ e ‘sociale’ diventa un ‘apolitico asociale’.

Time out Mr Proteina - anni ’80 il riflusso. Anni ’90 la pecora la canta. Anni 2000?

Politica dell’ottimismo - ovvero ‘il problema non è la caduta, ma l’atterraggio’

Dimmelo tu / Signes of the Times - due brani per un bozzettismo dei senza Dio

Crocerossine - dove forse un Dio c’è

A mare! A mare! - dove si tirano le somme?

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Nel CD hanno suonato inoltre:

l'ORT: Orchestra Regionale Toscana - La Corale della Valdera - Il coro Le Megliosole - Vittorio Catalano (ciaramella, ocarina e flauti) - Giacomo Riggi (vibrafono) - Jacopo Martini (jazz guitar) - Valentina Cinquini (arpa) - Sandro Paradisi (fisarmonica) - Domenico Peronace (tenore) - Filippo Ceccarini (tromba) - Tommaso Novi (fischi e grida) - Andrea Ciacchini (programmazione beatbox) - Mirco Mencacci (chimes) - Franco Fabbrini (basso elettrico, contrabbasso elettrico, banjo, chitarre acustiche, jazz guitar, sintetizzatori, surdo, programmazione strumenti virtuali)

Il coro Le Megliosole è composto da:  Ilaria Bellucci (leader), Chiara Becherini, Carlotta Dini, Letizia Pieri, Eleonora Ricci, Lisa Santinelli

l'ORT: Orchestra Regionale Toscana è composta per l'occasione da:
Andrea Tacchi, Daniele Giorgi, Paolo Gaiani, Gabriella Colombo, Francesco Di Cuonzo, Alessandro Giani (primi violini)
Chiara Morandi, Marian Elleman, Angela Asioli, Marcello D'Angelo, Chiara Foletto, Susanna Pasquariello (secondi violini)
Caterina Cioli, Pier Paolo Ricci (viole)
Luca Provenzani, Stefano Battistini (violoncelli)
Giampiero Zampella, Luigi Giannoni (contrabbassi)
Alessio Aliazzo (oboe)
Umberto Cadecà (fagotto)
Paolo Faggi (corno)
Mirco Ortolani (clarinetto)
Michele Marasco (flauto)

DISCOGRAFIA

Scritto da Franco Fabbrini. Posted in Discografia

 

  animal_love

(CD) "Animal Love"

Glenn Ferris Italian Quintet (2018)

©  Improvvisatore Involontario  

 (basso elettrico)
  CD-Controappunto- Francesco_Petreni

 

(CD)“Contro Appunto”

 Francesco Petreni Trio

 feat. Mark Turner and Michael Blake (2017)

 © Siena Jazz Records SJR 10803

(contrabbasso on tracks 3, 7 and 8)

  

(CD) "Euphonic Sounds - The Music Of Scott Joplin"
Klaus Lessmann Quartet (2017) 

© Drycastle Records

(basso elettrico)

  cover_cd_tib (CD) "The In Between"
The In Between TRIO (2014)

(contrabbasso, basso elettrico e compositore)

con: Andrea Scognamillo (guitar) e Alice Reynolds (voce)

Prodotto da Franco Fabbrini
(CD) "ZIO B. Perchè i mostri non tornino"
Alessandro Benvenuti (2012) © Ed. Sam World

(arrangiatore, bassista, polistrumentista)
Produzione: SAM e Scenica Frammenti
Ufficio stampa: Lunatik  Booking: Virus Concerti
Distribuzione cd: Audioglobe - libri: CDA Firenze
Photo & Design: Bossanostra
Progetto grafico: Los Patos, Paris

(CD) "La torre nel mare" : FVL Quartet (2011)

© Widesound Jazz Productions WD185

(basso el., contrabasso, compositore)

(CD) "Urla" : egg project (2010)

© Siena Jazz Records SJR 2010/1

(basso el., contrabasso, compositore)

(CD) "Mares": Giulio Stracciati Trio Boy (2010)

© Drycastle Records

(basso el., contrabasso)

  

(CD) L’uomo che canta: Quartetto Acustico Latino (2000)

© Acoustic Music Records

(basso el., contrabasso, compositore)

(CD) Dal vivo : Siena Jazz Big Band (2008)

© Siena Jazz Records

(basso el., contrabasso, compositore)

(CD) Abstrutions: Siena Jazz Big Band (2003)

© Siena Jazz Records SJR 10803

(basso el., contrabasso, compositore)

(LP) Biri San : Maurizio Picchio’ Quartet (1989)

© Splasc(h) Record n.cat. H-172

(basso el., contrabasso, compositore)

(CD) "Qualcosa insieme" (2009)

Poesie e testi letterari di Roberto Fabbrini
Musiche originali di Franco Fabbrini
Voce recitante: Paola Lambardi
Foto di Andrea Fabbrini
prodotto da OSA Associazione Culturale Onlus

 

 

(CD) "Cantata in SLA maggiore" (2011)


Testi letterari di Roberto Fabbrini
Musiche originali di Franco Fabbrini
Voce recitante: Alessandro Benvenuti  
Foto di Andrea Fabbrini

© Fondazione Alberto Colonnetti ISBN: 978-8895234-69-4

  

(CD) "Controcanto" (2010)


Testi letterari di Roberto Fabbrini
Musiche originali di Franco Fabbrini
Voce recitante di Vanni Zinola    
Foto di Andrea Fabbrini

   
© Fondazione Alberto Colonnetti ISBN: 978-8895234-53-3

 

COLLABORAZIONI DISCOGRAFICHE

  

(CD) "A parte me (e a parte altri due o tre)

UGO SANI (2019)

© Ugo Sani

(basso elettrico e contrabbasso)

  

(CD) Irikelè: Fuentes di Ettore Bonafe’ (2007)

© Materiali Sonori

(basso elettrico on track 1, 3, 4, 7, 11 e basso fretless on track 8)

  

(CD) Acoustic Fusion di Diego Perugini (2011)

(partecipazione come bassista, track 6 e 7)

  

(CD) "Direzioni e precedenze"


di Small Big Band (2012)
Dir. Mirco Rubegni

(partecipazione come bassista, track 1, 2, 3, 4, 5 e 6)

  

(CD) "Le stanze di Ambra" di Inchanto (2011)

© RADICI Music 

(contrabbasso)

  

(CD) Sorella Toscana : Nicola Costanti (2009)

© PROTAGON Editori

(basso elettrico e contrabbasso)

  

(CD) Robin Hood si è sposato : Nicola Costanti (2003)

© Ala Bianca

(chit. acustica, basso elettrico, collaborazione agli arrangiamenti)

  

(Brano) Pais azul - (Bigliazzi/Fabbrini) (2003)

pubblicato da Marialaura Bigliazzi (Maryel Acoustic Band) sul CD “Despierta ya” 

(compositore)

(Brano) Toporap - (A.Marchetti/F.Petreni) (2005)

pubblicato da Bandao sul CD "Mar Doce"

© Ed. Enthropya

(basso elettrico)

  

(CD) "La strada verso il mare" - Cartacanta (2019)

© Cartacanta

(basso elettrico)

 

  

(CD) "Omninside" - Claudio Airo’ (2006)

MAP (Musicisti Associati Produzioni) 

© Ed. Nausicaa's Garden – cat. n. NG CD 034

(contrabbasso e basso elettrico)

  

(Brano) Bei Dir war es immer so schöen (2007)

pubblicato da: Siena Jazz Big Band © Ed. Siena Jazz Record

(contrabbasso)

  

(Brano) Che vuoi che sia

pubblicato da Raffaele Spidalieri sul Cd “L'asino“ (2009)

© Ed. TemporaryUseOnly

(contrabbasso)

  

(CD Singolo) Ci vorrebbe Totò (M.Brogi-N.Costanti) (1999)

Nicola Costanti © Bla Bla/Ala Bianca/Club Tenco/CGD 

(basso elettrico, coll. arrangiamenti)

  

(CD)Vorrei abitarti : Nicola Costanti (2001)

© Ala Bianca http://www.alabianca.com

(chit. acustica, basso elettrico, collaborazione agli arrangiamenti)

  

(CD Singolo) Notti che vorrei - (M.Brogi-F.Fabbrini-N.Costanti)

(1997) Giallo Cromo © BlaBla/CGD

(partecipazione come compositore)

  

(CD) "Perso in un fumetto": Renato Graziani (1995)

© Ed. Multipromo

(chit. elettrica, chit. acustica)

CD - Urla

Scritto da Franco Fabbrini. Posted in Discografia

 

"Urla" Egg Project

Fondazione Siena Jazz (2012) 

Mirco mariottini (clarinet)
Roberto Nannetti (guitar)
Franco fabbrini (double bass)
Francesco Petreni (drums)
1. ABC DD (R.Nannetti)
2. Martedì (R.Nannetti)
3. The catch (R.Nannetti)
4. In Medesimal Mood (F.Fabbrini)
5. Urla hatirasi (R.Nannetti)
6. Èggoli (F.Petreni)
7. Walking Whale (F.Fabbrini)
8. Ink Print (R.Nannetti)
9. Mavi Elektric (M.Mariottini)
10. Berci berci berci (F.Petreni)

Data di pubblicazione: 2010

   

L'Egg Project nasce dall'unione di quattro musicisti e docenti della Fondazione Siena Jazz, che dal 2007 hanno condiviso eperienze e tracciato un percorso che li ha portati alla realizzazione di Urla, album nel quale riversano e sintetizzano la loro visione di jazz.

Il lavoro prende il nome da un paese turco, situato a sud di Izmir, dal quale l'Egg Projet ha tratto la necessaria ispirazione per mettere insieme questi dieci brani originali, nei quali confluiscono le derivazioni del jazz tradizionale unite ai profumi mediterranei. Al centro del discorso espressivo ci sono le melodie disegnate dalla chitarra di Roberto Nanetti, con la quale dialoga piacevolmente - scambiandosi il ruolo di figura principale - il clarinetto di Mirco Mariottini. I due determinano gli andamenti calmi e pensosi dell'iniziale "ABC DD," alla quale si contrappone la movimentata "Martedì," in una continua alternanza di umori che cattura l'attenzione di chi ascolta, perché capace di raccontare una storia immaginaria servendosi di molti elementi descrittivi, che creano tensione e suspense a seconda dello scenario emotivo. L'album presenta diversi momenti di piacevole contrasto, come il taglio prossimo al rock - dovuto all'intervento di Nanetti - di "In Medesimal Mood" e l'elegante e raffinato intreccio ritmico/melodico di "Urla Haritasi," brano che più di altri si distingue per fascino e profondità espressiva.

L'album scorre con rinnovato piacere ad ogni passaggio, rilasciando una grande sensazione di spontaneità, da parte di interpreti e fautori di musica tendenzialmente bella, nell'accezione più chiara e limpida del termine.

Stile: Modern Jazz     Valutazione: 3.5 stelle

Roberto Paviglianiti    per    AllAboutJazz

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