Articoli

CD - La torre nel mare

Scritto da Franco Fabbrini. Posted in Discografia

" Latorrenelmare"  Fvl Quartet

Wide Sound - distr. IRD (2011)

Luca Signorini (sax)
Simone Graziano (piano)
Franco Fabbrini (double bass)
Francesco Petreni (drums)
guest:
Battista Lena (guitar)

1. Weather Report (F.Fabbrini) 8.15
2. Tangofonie (F.Petreni) 6.09
3. Monday Night (S.Graziano) 7.01
4. La nona, la quinta e la Santa Maria (F.Fabbrini) 5.45
5. Suite for (S.Graziano) 7.25
6. Zorro (L.Signorini) 4.57
7. Dopo (F.Petreni) 7.25
8. To Be Cold (L.Signorini) 4.22

Data di pubblicazione: 2011

   

Se si dovesse riassumere questo disco in un aggettivo, esso sarebbe "esatto".
La precisione, la meticolosa definizione dei ruoli e degli spazi, infatti, sembrano essere i valori estetici perseguiti dal quartetto tutto toscano Fvl.

Oppure, se il termine non avesse assunto un'accezione quasi spregiativa, si potrebbe a buon diritto qualificare Latorrenelmare come un lavoro accademico: il gruppo non fa mistero (e non si vede perché dovrebbe farlo) di essersi formato in un'accademia, l'istituto superiore di studi musicali Mascagni di Livorno. Dell'accademia italiana esso ha assorbito i pregi e qualche difetto.
Chi scrive, comunque, è ben lontano dal condannare gli artisti perché "troppo esatti," come talvolta capita d'ascoltare: in specie se, come in questo caso, la musica, l'esecuzione e la composizione sono trattate con competenza lessicale e idiomatica.

Latorrenelmare non è un disco di ricerca. O almeno, non lo è smaccatamente.
Addentrandosi nel ginepraio dei generi, si potrebbe parlare di un ottimo lavoro postbop, di cui si ritrovano i crismi o, a voler essere un poco più polemici, i cliché: un brano modale, uno in tempo dispari, più di qualche ammicco al latin e, sul piano improvvisativo, frasi ampie e precise, citazioni.
Tutto cio dispensato, si ripete, con padronanza tecnica indubbia e non poco gusto.

Ciascuno dei musicisti firma due composizioni, ottimo segno della partecipazione collettiva al progetto.
I temi di Franco fabbrini sono articolati e "progressivi," come il brano-manifesto "Weather Report," che apre il disco.
All'opposto, quelli di Luca Signorini appaiono più concisi e lirici.
Francesco Petreni, sia quando compone che quando improvvisa, si conferma una volta di più musicista densamente poliritmico e profondo conoscitore della musica sudamericana: banale a dirsi, se solo si ascolta "tangofonie".
Simone Graziano, che è il più giovane componente della formazione, è anche quello che scrive e suona meno note: la sua poetica è in bilico tra il pianismo hardbop e influenze mheldauiane (ne sono un esempio le frasi in contrappunto nel suo solo su "Weather Report").
Battista Lena fa la sua comparsa come ospite in apertura e chiusura di disco: ha il tempo di citare ironicamente "Norvegian Wood," a mo' di firma del primo dei suoi due interventi.

In definitiva, Latorrenelmare è un disco compiuto: pensato e suonato con competenza. Si esprime in una direzione ben precisa, senza esitazioni o irrisolutezze.
Non è un disco innovativo. Anzi si colloca nella tradizione dei linguaggi jazzistici più praticati ma la sfrutta nel pieno delle sue potenzialità.

Stile: Modern Jazz            Valutazione: 4 stelle

Musicisti:
Luca Signorini (sax); Simone Graziano (pianoforte); Franco Fabbrini (contrabbasso); Francesco Petreni (batteria).
Ospite: Battista Lena (chitarra).

Luca Casarotti  per  AllAboutJazz

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Latorrenelmare  è il nuovo lavoro discografico de Fvl Quartet.  Il quartetto senese ritorna con otto pezzi ricchi di spessore che si fanno apprezzare per raffinatezza e tecnica stilistica.
Basta ascoltare il brano d'apertura "Weather Report", in cui troviamo come ospite il chitarrista Battista Lena. Il brano viene arricchito dalle continue variazioni ritmiche di Francesco Petreni.
"Tangofonie" è caratterizzata da atmosfere pacate e tangheggianti grazie al raffinato pianismo di Simone Grazia e ai fraseggi limpidi del sax di Luca Signorini, che qui sembra voler sostituire il suono delle fisarmoniche, mentre in "Monday Night" sax e piano aumentano tonalità di pari passo al ritmo. Atmosfere swing in "Zorro" con alternanze tra sax e batteria. In "Dopo" pervade un senso di lirismo e magia grazie al caldo contributo del piano e del sax.

In questo lavoro groove, swing e improvvisazione rendono variegato ma mai discontinuo il disco grazie anche alla classe dimostrata dai musicisti.
Latorrenelmare ci mostra il jazz di casa nostra in grande spolvero in quanto guarda al passato restando anche moderno al tempo stesso, grazie all'apporto di navigati jazz-man che qui mostrano tutto il loro talento accumulato da vari anni di esperienza a fianco di grandi nomi del jazz italiano.

Francesco Favano  per  Jazzitalia

--------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

Riuscito episodio lungo il percorso del post-bop nazionale per un gruppo nato all’interno di un istituto superiore di studi musicali, come spesso accade ma come non sempre accade in concomitanza con risultati efficaci e diversi da termini come, appunto, scolastico o accademico.
Sax, piano e ritmica tra il jazz di tradizione (presente sullo sfondo quando non celebrato in maniera più diretta) e la modernità, grazie a scelte ritmiche, armoniche e melodiche a contatto con esperienze jazz-rock (ma non c’è fusion) e un sax (Luca Signorini) che parte da Coltrane, passa per Coleman e arriva a Bob Berg fondendo il tutto con passione e piacevolezza d’ascolto.
Qualche indeterminatezza sui tempi lenti, ma buona prova, senza tremendi sussulti ma convincente.

Pier Luigi Zanzi   per   www.suono.it

 

Pubblicato: 26-05-2012