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CD - Zio B

Scritto da Franco Fabbrini. Posted in Discografia

"Zio B. Perchè i mostri non tornino"

Prodotto da Mirco Mencacci e Andrea Ciacchini
al SAM Studio di Lari

Distribuzione: Audioglobe
Data di uscita: 30 marzo 2012

  • 21/08/09 (Diario di bordo)
  • Quali Squali?
  • Corale Vociata
  • La bicicletta
  • Al popolo dei Soavi nel giorno dell’8 Marzo
  • Zio Birillo
  • Country man
  • Time Out Mister Proteina
  • Dimmelo tu
  • Politica dell’ottimismo
  • Signs of the times
  • La domenica dei gelsomini
  • Crocerossine
  • A Mare! A Mare!

Un viaggio a ritroso nel tempo e che come tale, tradotto in note, diventa un viaggio puntiforme nei generi musicali più diversi, passando attraverso suggestioni jazz, reggae, rock e altro ancora.
Con Zio B. Benvenuti ritorna a uno dei suoi amori principali (la musica), dopo la prima esperienza di qualche anno fa (Capodiavolo). Questa vena musicale Benvenuti ce l'ha da sempre, fin da prima di sapere che sarebbe diventato attore, regista etc. ricordiamo che, oltre ai due cd finora pubblicati, Benvenuti ha composto musiche per i Giancattivi e per i suoi film.

Autore: Alessandro Benvenuti
Musicisti:
Alessandro Benvenuti e la sua Band:
Alessandro Benvenuti (attore /compositore / autore / voce / chitarra acustica)
Franco Fabbrini (arrangiatore / basso elettrico / contrabbasso, chitarre, banjo, programmazioni)
Luca Ravagni (tastiere / sax / baritono / tenore / contralto / soprano / clarinetto)  
Matteo Addabbo (tastiere / melodica)
Leandro Bartorelli (batteria / percussioni)
Riccardo Pardini (chitarre elettriche / chitarre acustiche)

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Un racconto in 14 canzoni scritte musicate e cantate da Alessandro Benvenuti

Accadde che un sabato ci fossero dei ragazzi grandicelli che giocavano a pallone nel cortile interno del circolino dei preti di via San Francesco.
Io vivevo con i genitori e i nonni materni un numero civico prima e il nostro orto confinava con il cortile. Poi la palla cadde nello scavo confinante con il muro del circolo che una locale impresa edile stava facendo per gettare le fondamenta di quella che sarebbe diventata la ASL del paese oltre che uno degli edifici più brutti mai costruiti a San Francesco, frazione del comune di Pelago, provincia di Firenze.
Come fare ora e riprendere quella palla essendo il sabato giorno di chiusura del cantiere?
Il ragazzo più grosso si voltò allora verso di me che li guardavo giocare mangiando una fetta di pane con vino e zucchero ("Fa sangue!" diceva nonna Lucia) e vedendo poggiata contro il muro alle mie spalle la scala di legno dello zio dei miei nonni che abitava al piano sopra a noi, mi disse torvo: "Daccela".
"Non posso - risposi - l’è di’ mmi’ zio". "E noi la si piglia uguale!" tuonò minaccioso il bullo muovendosi verso di me per scavalcare il muretto di divisione.
Allora, colto dal panico, presi ad urlare: "Zio Zio ti pigliano la scala! Zio Zio!".
E fu così che da quel giorno, a causa di quei bulletti che alle elezioni politiche distribuivano il materiale di propaganda della DC e nei giorni festivi servivano la messa, io diventai ‘Zio! zio!’.
Nei paesi chi non ha un soprannome esiste meno. Ora esistevo anch’io ed ero un pavido. Poi, data la mia altezza per l’epoca fuori dal comune, il soprannome mutò presto in ‘Zio Birillo’.
Il birillo: quel pispolino bianco ritto su un panno verde di biliardo in attesa di una palla d’avorio che lo butti giù e più volte casca, più punti si guadagnano.
Poi arrivarono i Beatles, i Beatnik, la Beat Generation, i labouristi in Inghilterra, l’alluvione a Firenze, Corto Maltese qualcosa insomma si mosse.
Sentendo sulla pelle il mutare dei tempi condussi una battaglia lunga dura e pura perché quel marchio d’infamia legato a un attimo di panico fosse cancellato.
Mi occorsero sei mesi, durante i quali non risposi a nessuno che mi chiamasse in quel modo, così che tutti capissero bene che non scherzavo e mi restituissero il rispetto che adesso sentivo di meritare.
Così rinacqui Alessandro. O Sandro. E poi ‘Vercinge’, perché nel frattempo, con alcuni amici, avevo formato una rock band che dopo lungo pensare chiamammo ‘La Vercingetorige Six Company’.
Del gruppo ero il cantante e leader indiscusso. Passare dal pavido richiamo d’aiuto all’essere un capo dei Galli che era stato il ‘regista’ di una ribellione epocale contro l’imperatore Cesare era un bel salto di qualità.
Poi il tempo ha fatto la sua parte. Adesso, al paese, c’è solo una persona che ogni tanto mi chiama Zio Birillo: il mio fornaio.
E’ un amico d’infanzia al quale sono legati ricordi lontani e struggenti, e lo può fare perché non c’è scherno nelle sue intenzioni ma solo un desiderio di appartenenza a un qualcosa di molto profondo.
"Zio Birillo - storie di acide amenità" l’ho scritto per fissare, nel tempo, quel tipo di appartenenza.
Ed è anche il percorso di crescita verso una maturità artistica sfaccettata che oggi mi permettere con serenità di ricordare a me stesso di essere stato in passato nient’altro che uno ‘Zio Birillo’. A.B.

La Band:

Franco Fabbrini (arrangiatore / basso elettrico / contrabbasso)
Luca Ravagni (tastiere / sax / baritono / tenore / contralto / soprano / clarinetto)  
Matteo Addabbo (tastiere / melodica)
Leandro Bartorelli (batteria / percussioni)
Riccardo Pardini (chitarre elettriche / chitarre acustiche)

I brani

21/08/09 (diario di bordo) - Propedeutico al suonare e al viaggiare. Dedicato alla Versilia. E’ il racconto scritto in tempo reale di un viaggio durante la tournée di ‘Capodiavolo’ dell’estate scorsa. E’ anche un omaggio affettuoso alla mia vecchia Band e un saluto alla nuova che mi accompagna in questa avventura musicale.

Quali Squali? - Sapori da anni ’60 quando con la famiglia potevamo permetterci il lusso di andare un mese in vacanza a Senigallia. Erano gli anni del Boom economico. Gli squali già c’erano, ma facevano meno paura di quelli attuali. Almeno a me.

Corale Vociata - Si introducono i ritmi d’assalto del ’68. Quel proporre, di cui, in altro modo, ci sarebbe un discreto bisogno anche oggi…forse più di allora.

La Bicicletta - Un padre qualunque si chiede se potrà dare una vita serena ai suoi figli. E nel pensarci trova il tempo di incazzarsi. Difficile dargli torto.

Al popolo dei Soavi nel giorno dell’8 Marzo - Satira alla politica del fare?

Zio Birillo - Autobiografica, naturalmente. Si spiegano le ragioni di una scelta di vita

Country Man - Si raccontano le illusioni e disillusioni dal ’68 all’altro ieri di un individuo che da ‘politico’ e ‘sociale’ diventa un ‘apolitico asociale’.

Time out Mr Proteina - anni ’80 il riflusso. Anni ’90 la pecora la canta. Anni 2000?

Politica dell’ottimismo - ovvero ‘il problema non è la caduta, ma l’atterraggio’

Dimmelo tu / Signes of the Times - due brani per un bozzettismo dei senza Dio

Crocerossine - dove forse un Dio c’è

A mare! A mare! - dove si tirano le somme?

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Nel CD hanno suonato inoltre:

l'ORT: Orchestra Regionale Toscana - La Corale della Valdera - Il coro Le Megliosole - Vittorio Catalano (ciaramella, ocarina e flauti) - Giacomo Riggi (vibrafono) - Jacopo Martini (jazz guitar) - Valentina Cinquini (arpa) - Sandro Paradisi (fisarmonica) - Domenico Peronace (tenore) - Filippo Ceccarini (tromba) - Tommaso Novi (fischi e grida) - Andrea Ciacchini (programmazione beatbox) - Mirco Mencacci (chimes) - Franco Fabbrini (basso elettrico, contrabbasso elettrico, banjo, chitarre acustiche, jazz guitar, sintetizzatori, surdo, programmazione strumenti virtuali)

Il coro Le Megliosole è composto da:  Ilaria Bellucci (leader), Chiara Becherini, Carlotta Dini, Letizia Pieri, Eleonora Ricci, Lisa Santinelli

l'ORT: Orchestra Regionale Toscana è composta per l'occasione da:
Andrea Tacchi, Daniele Giorgi, Paolo Gaiani, Gabriella Colombo, Francesco Di Cuonzo, Alessandro Giani (primi violini)
Chiara Morandi, Marian Elleman, Angela Asioli, Marcello D'Angelo, Chiara Foletto, Susanna Pasquariello (secondi violini)
Caterina Cioli, Pier Paolo Ricci (viole)
Luca Provenzani, Stefano Battistini (violoncelli)
Giampiero Zampella, Luigi Giannoni (contrabbassi)
Alessio Aliazzo (oboe)
Umberto Cadecà (fagotto)
Paolo Faggi (corno)
Mirco Ortolani (clarinetto)
Michele Marasco (flauto)