ZIO B. "storie di acide amenità"

Scritto da Franco Fabbrini. Posted in Gruppi e collaborazioni

con Alessandro Benvenuti
Un racconto in 14 canzoni scritte musicate e cantate da Alessandro Benvenuti.
genere: MUSICA TEATRO

ZIO B. (storie di acide amenità)

“Accadde che un sabato ci fossero dei ragazzi grandicelli che giocavano a pallone nel cortile interno del circolino dei preti di via San Francesco. Io vivevo con i genitori e i nonni materni un numero civico prima e il nostro orto confinava con il cortile. Poi la palla cadde nello scavo confinante con il muro del circolo che una locale impresa edile stava facendo per gettare le fondamenta di quella che sarebbe diventata la ASL del paese oltre che uno degli edifici più brutti mai costruiti a San Francesco, frazione del comune di Pelago, provincia di Firenze. Come fare ora e riprendere quella palla essendo il sabato giorno di chiusura del cantiere? Il ragazzo più grosso si voltò allora verso di me che li guardavo giocare mangiando una fetta di pane con vino e zucchero (“Fa sangue!” diceva nonna Lucia) e vedendo poggiata contro il muro alle mie spalle la scala di legno dello zio dei miei nonni che abitava al piano sopra a noi, mi disse torvo: “Daccela”. “Non posso - risposi - l’è di’ mmi’ zio”. “E noi la si piglia uguale!” tuonò minaccioso il bullo muovendosi verso di me per scavalcare il muretto di divisione. Allora, colto dal panico, presi ad urlare: “Zio Zio ti pigliano la scala! Zio Zio!”. E fu così che da quel giorno, a causa di quei bulletti che alle elezioni politiche distribuivano il materiale di propaganda della DC e nei giorni festivi servivano la messa, io diventai ‘Zio! zio!’. Nei paesi chi non ha un soprannome esiste meno. Ora esistevo anch’io ed ero un pavido. Poi, data la mia altezza per l’epoca fuori dal comune, il soprannome mutò presto in ‘Zio Birillo’. Il birillo: quel pispolino bianco ritto su un panno verde di biliardo in attesa di una palla d’avorio che lo butti giù…e più volte casca, più punti si guadagnano. …Poi arrivarono i Beatles, i Beatnik, la Beat Generation, i labouristi in Inghilterra, l’alluvione a Firenze, Corto Maltese… qualcosa insomma si mosse. Sentendo sulla pelle il mutare dei tempi condussi una battaglia lunga dura e pura perché quel marchio d’infamia legato a un attimo di panico fosse cancellato. Mi occorsero sei mesi, durante i quali non risposi a nessuno che mi chiamasse in quel modo, così che tutti capissero bene che non scherzavo e mi restituissero il rispetto che adesso sentivo di meritare. Così rinacqui Alessandro. O Sandro. E poi ‘Vercinge’, perché nel frattempo, con alcuni amici, avevo formato una rock band che dopo lungo pensare chiamammo ‘La Vercingetorige Six Company’. Del gruppo ero il cantante e leader indiscusso. Passare dal pavido richiamo d’aiuto all’essere un capo dei Galli che era stato il ‘regista’ di una ribellione epocale contro l’imperatore Cesare era un bel salto di qualità. …Poi il tempo ha fatto la sua parte. Adesso, al paese, c’è solo una persona che ogni tanto mi chiama Zio Birillo: il mio fornaio. E’ un amico d’infanzia al quale sono legati ricordi lontani e struggenti, e lo può fare perché non c’è scherno nelle sue intenzioni ma solo un desiderio di appartenenza a un qualcosa di molto profondo. “Zio Birillo - storie di acide amenità” l’ho scritto per fissare, nel tempo, quel tipo di appartenenza. Ed è anche il percorso di crescita verso una maturità artistica sfaccettata che oggi mi permettere con serenità di ricordare a me stesso di essere stato in passato nient’altro che uno ‘Zio Birillo’. A.B.

I Suscettibili:

Franco Fabbrini: basso, contrabbasso, voce e arrangiamenti
Luca Ravagni: piano, tastiere, sax
Matteo Addabbo: tastiere
Leandro Bartorelli: batteria e percussioni
Riccardo Pardini: chitarre e voce

I brani

21/08/09 (diario di bordo) - Propedeutico al suonare e al viaggiare. Dedicato alla Versilia. E’ il racconto scritto in tempo reale di un viaggio durante la tournée di ‘Capodiavolo’ dell’estate scorsa. E’ anche un omaggio affettuoso alla mia vecchia Band e un saluto alla nuova che mi accompagna in questa avventura musicale.

Quali Squali? - Sapori da anni ’60 quando con la famiglia potevamo permetterci il lusso di andare un mese in vacanza a Senigallia. Erano gli anni del Boom economico. Gli squali già c’erano, ma facevano meno paura di quelli attuali. Almeno a me.

Corale Vociata - Si introducono i ritmi d’assalto del ’68. Quel proporre, di cui, in altro modo, ci sarebbe un discreto bisogno anche oggi…forse più di allora.

La Bicicletta - Un padre qualunque si chiede se potrà dare una vita serena ai suoi figli. E nel pensarci trova il tempo di incazzarsi. Difficile dargli torto.

Al popolo dei Soavi nel giorno dell’8 Marzo - Satira alla politica del fare?

Zio Birillo - Autobiografica, naturalmente. Si spiegano le ragioni di una scelta di vita

Country Man - Si raccontano le illusioni e disillusioni dal ’68 all’altro ieri di un individuo che da ‘politico’ e ‘sociale’ diventa un ‘apolitico asociale’.

Time out Mr Proteina - anni ’80 il riflusso. Anni ’90 la pecora la canta. Anni 2000?

Dimmelo tu / Signes of the Times - due brani per un bozzettismo dei senza Dio

Politica dell’ottimismo - ovvero ‘il problema non è la caduta, ma l’atterraggio’

Signes of the time

La domenica dei gelsomini

Crocerossine - dove forse un Dio c’è

A mare! A mare! - dove si tirano le somme?