Ed. Cesare Moroni

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Abbadia San Salvatore (SI) - Teatro Amiata (venerdì 13 aprile 2007)

Lunghi applausi e una standing ovation hanno suggellato venerdì sera lo spettacolo di reading e musica allestito al Cinema Teatro Amiata di Abbadia San salvatore per presentare l'opera di Roberto Fabbrini, intellettuale e scrittore badengo, "Le mie stanze", una raccolta di molti suoi scritti di prosa e poesia. Teatro gremito, atmosfera incantata, pubblico attento, anzi attonito, nel seguire, quasi in punta di piedi, quell'ospite squisito, che muovendosi da una stanza all'altra della sua casa, permetteva a tutti di entrare nella sua anima, di sconfinare nei suoi segreti, nella sua intimità. Dall'ingresso (la stanza degli incontri), al soggiorno (la stanza della conversazione e del dialogo), dalla sala da pranzo e cucina (le stanze del nutrimento e delle buone ricette), alla camera da letto (la stanza dei sogni). E ancora dallo studio (la stanza della fantasia) alla soffitta (la stanza dei ricordi), scendendo quindi alla cantina (il posto dei buoni sapori), di nuovo in un corridoio (la galleria dei ritratti), per finire nel ripostiglio (il posto delle cose segrete). La lettura dei brani è stata opera di Roberto medesimo, affiancato dagli amici Julia Paolucci e Viro Pacconi. A intervallare la magica atmosfera creata dalle parole, le raffinate sonorità del gruppo "InChanto", celebre per la ricerca di canoni antichi e ritmi tradizionali. La lettura degli scritti di Fabbrini - dagli anni settanta ai giorni d'oggi - ha restituito al pubblico presente l'immagine di un artista a tutto tondo, dotato di grande lirismo e fervida fantasia, il quale, a sua volta, non ha potuto fare a meno di commuoversi alla fine, di fronte alle parole toccanti che gli sono state rivolte dagli amici intervenuti per presentare quella sua fatica. Giorgio Zorcù, direttore di Accademia Amiata, Patrizia Mantengoli, assessore alla Cultura del Comune di Abbadia San Salvatore, Nicola Cirocco, presidente dell'associazione culturale OSA, a cui si deve la pubblicazione del libro. Cirocco si è complimentato con lo scrittore-regista - gli scritti hanno dato piena ragione della sua statura - per il bellissimo dono di quella serata. Mantengoli ha ricordato la particolare energia che ne ha fatto una persona che "vuol essere nelle cose fino in fondo, sempre". Zorcù, infine, non solo ha riconosciuto nelle pagine del libro una strana capacità "riposante", ma ha tratto da quel tessuto di parole, da quel mondo intenso di ricordi e di affetti, il prezioso insegnamento della cura di sè e dlle persone che si amano. "L'amore è l'aspetto più importante della vita", ha detto. E ha salutato i presenti evocando il più bel canto d'amore esistente, "Il cantico dei cantici" e regalando all'amico Roberto e a tutto il pubblico presente l'ascolto di un autore cult come Ivano Fossati e della sua canzone "L'amore fa". ( M.B. - dal Corriere di Siena del 16 aprile 2007 )

 

Altre recensioni:

Corriere di Siena del 13 aprile 2007